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Pollame

Tacchino Pugliese

Tacchino Pugliese

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Origine

Il Tacchino Pugliese appartiene al gruppo delle popolazioni autoctone di tacchini dell’Italia meridionale (Basilicata e Puglia). Discende dal tacchino domestico introdotto in Europa nel XVI secolo e rapidamente diffusosi nelle masserie del Sud Italia.

Noto localmente come “tacchino nostrano”, ha rappresentato per secoli una risorsa per le famiglie rurali, allevato in libertà nei cortili e nei pascoli marginali.

Attitudine
  • Razza a duplice attitudine (carne e uova).
  • Carne apprezzata per il gusto intenso e la consistenza compatta.
  • Uova bianche, prodotte in quantità limitata (50–60 l’anno per femmina).
Taglia
  • Maschi adulti: fino a 7–8 kg.
  • Femmine adulte: 3,5–4 kg.
Mantello e cute
  • Grande variabilità di livree: nero uniforme, nero con striature bianche o fulve, bruno-buff.
  • Testa e collo glabri, di colore rosso-azzurro tipico dei tacchini.
  • Cute sottile e pigmentata.
Testa
  • Profilo regolare, becco forte e giallastro.
  • Bargigli e caruncole sviluppati nei maschi.
Tronco
  • Corpo allungato e slanciato, con petto ampio ma meno pronunciato rispetto alle linee commerciali.
  • Groppa inclinata, ali ben sviluppate.
Arti
  • Lunghi e robusti, adatti al pascolamento estensivo.
  • Tarsi scuri, con speroni evidenti nei maschi.
Caratteristiche produttive
  • Carne: di qualità superiore rispetto ai tacchini industriali, con marezzatura fine e sapore deciso, adatta per la cucina tradizionale pugliese e lucana.
  • Uova: di dimensioni medio-grandi, guscio chiaro.
  • Allevamento: rustico, capace di sfruttare aree marginali, boschi e sottoprodotti agricoli.
Adattamento e rusticità
  • Eccellente capacità di adattamento a sistemi estensivi e semibradi.
  • Resistenza a malattie e buona sopravvivenza anche in ambienti poveri.
  • Longevo, con fertilità conservata nei riproduttori.
Conservazione e stato attuale

Il Tacchino Pugliese è oggi allevato in pochi nuclei familiari e aziende custodi nelle province di Lecce, Brindisi, Potenza e Matera.

Gli studi genomici più recenti hanno dimostrato una chiara identità genetica distinta rispetto alle razze settentrionali, ma anche un livello di inbreeding elevato (FROH fino a 0,60), segno della ridotta consistenza numerica.

Il progetto BIOZOOCARE e collaborazioni internazionali hanno avviato la caratterizzazione genomica e la messa in sicurezza di questa popolazione, in vista di programmi di conservazione in situ ed ex situ.

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Progetto BioZooCaRe - PSR Puglia 2014-2022

Contatti

Prof. Pasquale De Palo

Dipartimento di Medicina Veterinaria (Di.Me.V.)
Università degli Studi di Bari Aldo Moro

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